giovedì 16 luglio 2009

Che mi dite del monofilo?

Non so voi ma io, dopo quasi 15 anni, ho riprovato ad usare il nylon, o monofilo, come volete chiamarlo. È successo che in un paio di uscite che ho fatto nel Delta dell’Ebro, ho accoppiato un vecchio Stradic 1000 a una Lamiglas XTS704, da 3/4 di oncia. In una bobina sono riuscito a mettere 100yds di Tuf Line da 20lb però nell’altra ho fatto il pieno con un P-Line da 6 libbre che vagava nei miei cassetti da almeno 12 ani.

Il Tuf Line mi sembrava troppo grosso per il tipo di pesca che stavamo facendo e così, armato di coraggio ho cambiato bobina e di botto sono ritornato nell’antico mondo del light tackle direi quasi estremo. Colmo dei colmi ho anche eliminato qualsiasi tipo di leader, e con immensa gioia oltre al light tackle ho anche riprovato il “very easy”, oramai sepolto da molti anni di pesche estreme nei mari tropicali e da troppe pagine scritte su forum e riviste. Dalla bobina all’artificiale, in questo caso un siliconico della Zoom, il Super Fluke o dei piccoli walking the dog, risuscitati dalle scatole nascoste in fondo all’armadio.

Il trio Lamiglas/Stradic/P-Line è stato quindi messo a dura prova dai pesciolotti del Delta, nella maggior parte dei casi, Spigole. Inutile dire che le performance nel lancio sono eccezionali. Non sarà certo un caso che gli agonisti di surf casting continuano a preferire il monofilo ai trecciati. Lavorando fianco a fianco con due amici armati di canne da 8 piedi e multifibra sottili, generalmente riuscivo a spedire la gommetta un po’ di metri più in là senza dovermi sforzare troppo.

Dove il nylon pecca è, come noto, in sensibilità. La sua elasticità ritarda l’avviso dell’abboccata e abituati alla franchezza del multifibra a volte sconcerta. Ma siamo del tutto sicuri che sia una cosa negativa? Me lo domando perché in diverse occasioni è stato forse proprio questo ritardo che mi ha permesso di allamare dei pesci che forse, con lo Spectra® avrei perso. Quello che voglio dire è che il ritardo nella ferrata ha permesso al pesce di collocarsi meglio nella bocca l’esca morbida e chissà di permettere all’amo di trovare carne dove agganciarsi. Speculazioni ? Non del tutto visto che i pescatori di Black Bass ci insegnano ancora molte cose sull’uso del monofilo e la loro insistenza probabilmente è dovuta a un conoscimento che ci manca.

Inutile dire che il combattimento, con un filo cosi sottile ed elastico è molto divertente e vorrei aggiungere, che per pesci come la Spigola, con la bocca tan fragile, forse anche più sicuro. Il monofilo, ammortizzando più del trecciato, elimina gli strappi bruschi, riduce gli squarci nella cartilagine o nella pelle più sottile e probabilmente in situazioni critiche ci salva da slamature indesiderate. Qui non siamo più nell’empirismo delle mie impressioni anteriori ma in un dato di fatto, la logica e la fisica giocano a nostro favore.

Potrei seguire parlando a lungo dei difetti della vecchia “lenza” però sinceramente non ne ho granchè voglia. Non era mia intenzione mettere a confronto il due fili, solo snocciolare le mie impressioni di un rincontro felice. E felice davvero è stato, adesso sto "questuando" in casa Daiwa un mulinellino clase 1500 o 2500 e con tutta sicurezza in una delle bobine finirà un nylon di 6 o 8 libbre, senza leader. Roba del secolo scorso

giovedì 9 luglio 2009

La vita continua

Ieri, ricevuta la triste notizia dalla Nikon e dalla Sigma che per la mia attrezzatura non c'era niente da fare, ho deciso di smettere di piagnucolare e di ritornare a comportarmi come un uomo.
Con la Visa tremebonda in mano, dopo aver aperto la fredda porta di cristallo di Fotocasión, un noto negozio di Madrid, mi sono avvicinato al banco, e scelto il commesso "Nikon Specialist" ho pronunciato le parole fatidiche.


Nikon D90, è l'unica cosa che è riuscita ad uscire dal nodaccio che avevo in gola. Ho cercato di fargli un po' pena raccontandogli le mie disavventure e con una faccia di tolla terrificante gli ho proposto di farmi uno sconto se mi compravo anche l'obiettivo. Mi ha guardato severamente, e confermato quello che già sapevo, Fotocasión ha i migliori prezzi di Madrid e sconti non ne possono fare.

In quel preciso istante ho ritrovato il mio vigore e sventolando la Visa come il tricolore, ho fatto un passo avanti e aggiunto anche il fatidico Tokina 11-16 f2.8 all'acquisto. Dall'altro lato del bancone, quell'uomo, forse impietosito e comunque un essere umano e forse anche padre di famiglia, ha tirato fuori una Lexar SD da 4gb e l'ha infilata rapidamente nella scatola della Nikon.
Passata la carta di credito nella macchinetta infernale, e ottenuto una risposta positiva, ha messo il mio prezioso bottino in una grande busta bianca e rossa con il logo Canon.


Sono tornato in macchina con una strana sensazione addosso, ma arrivato a casa ho cominciato a giocare con il menù impostando i miei settaggi e con gran piacere ho notato che le similitudini con la D80 sono incredibili, per cui non mi risulterà certo difficile controllarla in tempi brevi. Montata con il suo bellissimo super gran angolare, l'ho messa sotto due ombrellini per fargli le foto con la D70s, e poterle mettere qui nel blog. Domani viaggia con me al Delta dell'Ebro, ha da guadagnarsi quello che è costata.

martedì 7 luglio 2009

Necrologio

Durante il viaggio in Irlanda, nello spazio di un paio d'ore ho visto affogare senza ciambella i miei tre flash e a causa di uno scivolone sul kelp ho messo a mollo la Nikon D80 e il Sigma 10-20.

Oggi, quasi all'unisono mi ha prima chiamato Nikon per dirmi che la riparazione della D80 mi costerebbe più di una macchina nuova, e poi mi è arrivato un e-mail dal distribuitore della Sigma per propormi un riparazione che consta in un corpo nuovo per la modica somma di 500€ più IVA.

Ho gentilmente rifiutato i due preventivi e chiesto la cestinazione degli apparecchi. Con la morte nel cuore direi, perché a parte il notevole sforzo economico che comporterà adesso comprare corpo e super grand angolare nuovi, ci ero affezionato. La macchina sapevo che prima o poi sarebbe passata a miglior vita, ma il 10-20 era una lente davvero divertente che mi ha permesso di fare molte belle foto, di pesca e di paesaggi.

Adesso, mano al portafoglio mi dedicherò a cercare una nuova coppia che mi possa soddisfare. La scelta più logica è una D90, infatti per il tipo di uso che faccio della macchina non ho gran che voglia di spendere troppi soldi per poi vederla affogare miseramente in qualche mare. Scarto le macchine FX, ho diverse lenti DX e poi costano un botto, la D300 verrà presto sostituita e comunque è ancora troppo cara, per cui la D90 rimane l'opzione migliore. Avevo messo gli occhi sulla nuova Pentax K-7 ma il cambio di obiettivi e flash, che già ho rimpiazzato per dei Metz adatti a Nikon, me la fanno scartare.

Quello che più mi lascia perplesso è l'obbiettivo. La mia prima scelta cade sul Tokina 11-16f2.8. Soprattutto mi piace perché è luminoso, una qualità che a volte si può dimostrare utile, anche con questo tipo di lente. Mi incuriosce pensare che bokeh gli si può tirar fuori, o fino a che punto si può sfocare quello che è intorno al soggetto principale, magari niente, magari qualcosina. Anche il Tokina 12-24 è un bellissimo aggeggio, ma quel millimetro in più, per un fanatico dei grand angolari come me mi raffredda. Esiste poi anche l'opzione del nuovo Sigma 10-20 f3.5, l'unico difetto è che esce adesso per cui il costo sarà più alto rispetto a lenti che stanno nel mercato da qualche mese o anno.

I flash come già ho detto, sono Metz. Un 44, un 48 e un 58. Gli ultimi due lavorano PERFETTAMENTE con il sistema CLS della Nikon per cui è come se avessi un flash della marca. Li ho provato questo fine settimana nel Delta e sono estremamente potenti e affidabili. Il 48 non ha mai avuto una esitazione quando si comunicava con il pop-up della D70s. Il 58 non l'ho usato in barca ma in casa e anch'esso funziona benissimo. Devo trovare il modo di lavorare di più in TTL perché le migliori regolazioni ancore le ottengo in manuale, ma è questione di abitudine.

Ho questa settimana e la prossima per decidere, poi parto per le Azzorre e poi l'Egitto, per cui devo avere l'attrezzatura a posto. Un bel dilemma...vi farò sapere com'è andata

mercoledì 1 luglio 2009

Spigole in Irlanda, report fotografico

Siamo finalmente ritornati dal viaggio in Irlanda contenti per la pesca eccezionale e per poter visitare un paese davvero bello. Per me era un ritorno, dopo moltissimi anni d'assenza e mi ha fatto immenso piacere.

Qui di seguito troverete una rassegna della foto che ho fatto durante i nostri 4 giorni di permanenza. Un po' di pesca, paesaggi, mare e ritratti.

Rischioso guidare sulle strette strade provinciali. Non c'è nessuno spazio tra l'ultimo millimetro d'asfalto e il bosco e ogni tanto spunta una pietra....

La costa del Galway, difficile da camminare e ricca di kelp, molluschi e ovviamente spigole

Le canne preparate e la costa che ci aspetta

Il gruppo, la prima giornata di pesca

Arrivano le prime spigole. Una mattinata magica, con moltissime abboccate in superficie.

Esplorando le rive rocciose alle prime luci dell'alba

John, la guida con un bel Serranide.

Cercando pesci nell'estuario, in acque molto calme e circondati da una pace inverosimile.

Sembra che la spigola in primo piano sia stata catturata dal pescatore sullo sfondo ma in realtà era attaccata al mio WTD e con il Fisheye ho approfittato della doppietta.

Un mistico paesaggio costiero

giovedì 18 giugno 2009

Si parte, destinazione Guinness e Spigole

Svegliataccia all'alba domattina. Il volo parte alle 07:15 da Barajas, prima fermata Parigi e poi un altro volo fino a Shannon. Macchina in affitto e due ore di cammino per arrivare al nostro Lodge, sperando di non perderci.

per una volta non ci andiamo a massacrare con popper da 200 grammi e jig da mezzo kilo. In valigia ho una Lamiglas Travel da 5/8 di oncia e un'altra Lamiglas travel da Casting che arriva fino a un'oncia e mezzo.

Una Chest Pack della hPa (
www.hpa.fr) con i sui 6 tubi pieni di artificialini che fanno quasi tenerezza. Waders, abbigliamento pesante (ci aspettano 11/18 gradi) e molti kili di attrezzatura fotografica, con la speranza di poterla usare bene, vento, pioggia e pesci permettendo.

Qualcosa di realmente diverso, un viaggetto di tre giorni di pesca con una pugno di amici. Spigole da terra, un mito!
Relax, spero, tutto quello che possa permettermi. la vita è un po' più dura di questi tempi

Vi racconterò cose al ritorno. A presto